PORTO FLUVIALE ROMANO

2000 anni di storia dal paleocristianesimo all’età moderna

Da sempre è considerato uno dei porti meglio conservati e accessibili dell’intero impero romano. Esso conferma una delle costanti degli insediamenti portuali romani, ossia di avere degli allacci al mare, ma di mantenere gli impianti più articolati e strutturati in aree più interne e protette.

Era un porto fluviale sul corso del Natisone e Torre navigabile per circa 10 chilometri dalla foce, mentre il letto, largo 48 metri, assicurava un buono spazio di manovra per le navi da carico. Lo sviluppo complessivo (tradizionalmente attribuito a Claudio I sec. d. C.) era di quasi quattrocento metri e ne è stata messa in luce la sola banchina d’attracco occidentale. Tre decumani, tra cui il maggiore, fornivano ottimi collegamenti perpendicolari per immettere velocemente il flusso delle persone e delle merci verso il vicino foro.

Vi giungevano merci da tutto il Mediterraneo quali marmi, vini, spezie, salse di pesce, schiavi, avorio, grano, olio e da qui partivano pellami, sale, ferro, ceramiche, gemme, vino, ambre lavorate: questi traffici commerciali, che si protrassero per diversi secoli, contribuirono a rendere Aquileia florida e potente. E quantunque poi in età tarda, per emergenze militari, il porto fosse stato chiuso da una cinta muraria o reso in agibile con la deviazione del corso d’acqua, tuttavia ancora oggi ne possiamo ammirare la complessità, ben oltre le gravi spoliazioni delle epoche successive.

La passeggiata al tramonto lungo il viale dei cipressi voluto dal regime fascista rappresenta una delle opportunità più gradevoli e rasserenanti della visita della città.

dal 01-01 al 31-03
dal 01-10 al 31-12
8:30 – 16:00
dal 01-04 al 30-06
dal 01-09 al 30-09
8:00 – 19:00

Ingresso libero

Per ulteriori informazioni:
Fondazione Aquileia – sitoweb
Museo Archeologico Nazionale – sitoweb

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Porto Fluviale